Adolf Hitler

Nato a Braunau (Austria 20 aprile 1889), figlio di un doganiere frequentò un istituto tecnico a Linz fino alla morte del padre, si trasferì a Vienna dove tentò di essere ammesso all'accademia delle belle arti, ma fu respinto, e per vivere lavorò come aiuto decoratore, già allora influenze antisemite di K.Lueger e le ideologia nazionalistiche facevano effetto sulle sue idee. Nel 1913 andò a Monaco (anche per sfuggire all'arruolamento nell'esercito austriaco), dove lavorò come operaio edile, la disoccupazione frequente in cui si trovò in tal periodo gli permise di compiere estese quanto disordinate letture (Sorel, Nietzsche), nel '14 si arruolò volontario in un reparto bavarese, partecipò alla grande guerra combattendo sul fronte occidentale, dove rimase ferito. Distintosi per il coraggio fu insignito della croce di ferro di prima classe. Hitler come molti altri tedeschi diede la colpa della disfatta militare ai marxisti e agli ebrei. Forse fu questo che lo fece entrare in politica, per cercare di uscire dalle imposizioni di Versailles e vendicarsi dei "nemici interni" alla Germania.

L'esordio in politica
Nel luglio 1919 il giovane Hitler entrò in contatto con il partito dei lavoratori tedeschi, un piccolo gruppo nazionalista di estrema destra guidato da Anton Drexler, che traeva le proprie origini da circoli e sette esoteriche come la Thule, nel settembre del '19 aderì al Partito Tedesco dei lavoratori che l'anno seguente si trasformò nel partito nazional-socialista tedesco dei lavoratori (NSDAP), e ne divenne il capo assoluto, il cambio di linea della politica del governo che abbandonò la resistenza passiva che opponeva alla Francia per l'occupazione della Ruhr (zona fortemente industrializzata della Germania e quindi essenziale per la ripresa economica), lo spinse ad organizzare nel '24 con Ludendorff il Putch di Monaco (colpo di stato) che però fallì.

Mein Kampf

Hitler fu condannato a 5 anni ma dopo nove mesi fu scarcerato, nei mesi di prigionia nel carcere di Landberg fece in tempo a scrivere buona parte del Mein Kampf (La mia battaglia) dove esprimeva le sue idee antisemite, razziste e sulla superiorità della razza ariana. Il Mein Kampf rivendicava lo spazio vitale, l’unione in unico stato di tutti i tedeschi europei e la Germania dominante nei confronti di altri popoli. L’odio contro gli ebrei e la rivendicazione del primato tedesco attrassero attorno ad Hitler vasti settori popolari dove da secoli correva una tradizione antisemita. Durante la Seconda Guerra Mondiale nei paesi occupati dai nazisti, il "Mein Kampf" veniva tradotto e pubblicato a tempo di record, di questo si occupò Goebbels, l'abilissimo ministro della propaganda del Terzo Reich.

La riorganizzazione del partito
Una volta scarcerato pensò di riorganizzare il partito con la creazione delle S.A.(sturm-abteilungen, truppe d'assalto) e le S.S. (schutz-staffeln, squadre di difesa) usate per la battaglia di politica interna. In quegli anni la crisi economico-sociale e il conseguente aumento della disoccupazione permisero ad Hitler nelle elezioni per il reichstag (parlamento tedesco) di raggiungere il ragguardevole numero di sei milioni di voti. Immediatamente strinse accordi con i Tedeschi nazionali e col fronte di Harzburg, per la lotta al comunismo e le istituzioni parlamentari dello stato, in pratica utilizzò le S.A e le S.S. in operazioni di tipo squadristico.

Le elezioni del 1928 al 1933
Hitler inizialmente ottenne modesti consensi nelle elezioni del 1928: 2,6% dei voti (12 seggi). In seguito nelle elezioni del 1930 il partito nazionalsocialista, con il 18,3% dei consensi, diventa il secondo partito tedesco (106 seggi). Nel '32 ottenne, nei due turni elettorali, il 30,1% e il 36,8% dei suffragi mentre Hindenburg vinse le elezioni con il 53%; Nonostante il crescente consenso ottenuto e l’appoggio finanziario dei grandi industriali, il partito nazional-socialista non vinse le elezioni presidenziali della primavera 1932, che premiarono il vecchio maresciallo Hindenburg ma, grazie alle divisioni dello schieramento avversario e abili mosse politiche e delicati meccanismi di alleanza, il 30 gennaio del '33 fu nominato dallo stesso Presidente Hindenburg, cancelliere del reich. Il 5 marzo con nuove elezioni, in un clima di terrore e repressione: la NSDAP ottiene il 43,9% dei suffragi mentre i suoi alleati tedesco-nazionali l'8%. Hitler ottenne i pieni poteri, ciò gli permise di eliminare ogni libertà democratica, e quindi di creare una dittatura personale e di partito. Le intenzioni di compiere una “seconda rivoluzione” di carattere socialmente eversivo, che venivano attribuite al capo delle SA (camicie brune), Ernst Röhm, allarmavano la destra conservatrice, che aveva contribuito in larga misura all'ascesa al potere di Hitler, mentre l'atteggiamento di rivalità delle SA nei confronti dell'esercito regolare suscitava l'ostilità della casta militare.

La notte dei lunghi coltelli
Nella notte del 30 giugno del '34 (la notte dei lunghi coltelli) Hitler fece eliminare alcune frange estremiste delle S.A. compreso il loro capo E.Rohm, colpevoli di essersi ricavati un autonomia ritenuta eccessiva, e di essere malvisti dai generali dell'esercito, che d'ora innanzi rimarrano fedeli al nazismo.
Lo stesso presidente Hindenburg il 21 giugno aveva ingiunto a Hitler di ristabilire al più presto la legalità. Al tempo stesso in seno al partito nazista Himmler e Göring, rivali di Röhm, davano credito alle voci di un complotto ordito da questo contro il Führer. All'alba del 30 giugno Röhm e i suoi luogotenenti delle SA, riuniti a Wiessee, nei pressi di Monaco (dove era fissato per quella data un loro incontro con Hitler), furono sorpresi nel sonno dalle SS; alcuni di essi furono uccisi sul posto, Röhm fu portato a Monaco e ucciso nella prigione di Stadelheim. Contemporaneamente a Berlino circa centocinquanta capi delle SA venivano eliminati. Gli eccidi del 30 giugno non colpirono soltanto le SA; una delle vittime principali fu il generale von Schleicher. Le persone uccise nella “purga” (settantasette, secondo la dichiarazione ufficiale di Hitler al Reichstag del 13 luglio) furono probabilmente parecchie centinaia.

La nomina a capo assoluto dello stato
Il 2 agosto grazie a una legge deliberata dal consiglio dei ministri le cariche di presidente del Reich e cancelliere vennero unificate.

Il Fuher divenne così il capo assoluto dello stato (confermato tra l'altro dal plebiscito del 19 agosto), si potè dedicare alla creazione e affermazione della razza ariana in Europa e alla distruzione di tutti quei stati e popoli ritenuti inferiori; nella notte dal 9 al 10 novembre 1938, nella Germania hitleriana ebbe luogo la prima grande persecuzione organizzata contro gli Ebrei. (pretesto fu l'uccisione di un segretario dell'ambasciata tedesca a Parigi, per mano di un esule ebreo), furono incendiate o distrutte 195 sinagoghe, 815 botteghe e 171 case di abitazione di Ebrei; gli Ebrei uccisi furono 36, e 20.000 furono arrestati. Ma il numero delle vittime fu probabilmente superiore. La “notte dei cristalli” (così detta per il gran numero di vetrate infrante) segnò l'inizio della fase più violenta dell'attuazione su vasta scala delle dottrine antisemite del nazismo.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale (settembre '39), nel '41 Hitler si autoproclamò capo dell'esercito, ma la sua eccessiva ambizione gli fece commettere errori gravissimi come a Stalingrado (dove non permise la ritirata alla sesta armata, forte di 300.000 uomini, che fu costretta alla resa), che fecero cambiare corso alla guerra.

Hitler con Eva Braun

Gli oppositori al nazismo
Il malcontento che generarono le sempre più numerose sconfitte fece crescere l'opposizione al leader nazista (ma solo da parte dei militari, la popolazione era ancora ingannata dall'abile propaganda di Goebbels) tanto che il 13 marzo '43 fu vittima di un attentato ad opera di Fabian von Schlabrendorff, anche nel '44 vi fu congiura organizzata da alcuni alti ufficiali della Wehrmacht, ma anche questo attentato non diede gli effetti sperati.

La morte insieme alla compagna Eva Braun
Hitler sopravvisse agli attentati e fece uccidere i cospiratori, si ritirò a Berlino dove visto il continuo avanzare del nemico visse all'interno del bunker dove morì probabilmente suicida per l'ingerimento di capsule di cianuro, dopo aver sposato la sua compagna Eva Braun, quando i russi ormai entravano nella città, il 30 aprile '45.


Fonti: Encicl. Multim. Grolier x CDTV
-members.xoom.it/_XOOM/michele_db/bio/bioah
www.romacivica.net-

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