La dottrina politica nata col nome di
nazionalsocialismo o nazismo, nacque in Germania dopo la prima Guerra Mondiale e
si diffuse grazie all'amarezza per la sconfitta subita e le pesanti condizioni
imposte dall'Intesa, al rancore contro i socialisti, accusati di aver pugnalato
alla schiena la nazione in guerra e infine al peggioramento delle condizioni dei
ceti medi agrari e urbani, per alcuni aspetti, è affine al fascismo italiano e s’ispira alle dottrine di superiorità biologica e culturale della razza ariana. Nel 1929 la crisi in
Germania spinse verso il nazismo i
lavoratori delusi dal socialismo e dalla democrazia e milioni di disoccupati,
mentre i gruppi dirigenti dell'industria, dell'esercito e della burocrazia
videro nel nazismo l'occasione per riconquistare l'antico prestigio e potere. In
questo ambito l'ideologia nazista trovò terreno fertile per sviluppare il
pensiero illiberale e antisocialista e le teorie razziste di Gobineau,
Chamberlain, Sprengler; il nazismo si appropriò deformandole anche del pensiero
di Hegel e di Nietzche. Vero padre dell'ideologia nazista fu G, Feder, autore
del catechismo del nazismo, Lo Stato tedesco e i suoi fondamenti nazionali e
sociali (1923), dove si poneva la condizione dell'eliminazione di ebrei e
elementi antinazionali (marxisti) e i principi del solidarismo
corporativo. |
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Adolf Hitler nel suo libro "Mein Kampf" sostenne che
solo un'organizzazione militare, fondata sulla fede e sull'obbedienza al capo
supremo poteva realizzare la rinascita nazionale: Veniva così delineata una
società gerarchica in cui le masse si sottomettevano ai capi e le razze
inferiori a quelle superiori. Il Partito nazionalsocialista dei lavoratori
tedeschi NSDAP (National-Sozialistische Deutsche Arbeiterpartei) nacque nel 1920 e Hitler ne assunse la presidenza nel luglio del
1921, nell'agosto si costituì il braccio armato: le Sturm Abteilungen (SA reparti d'assalto) e
nel dicembre fu fondato il "Volkischer Beobachter" (L’osservatore Nazionale), quotidiano del partito
che divenne uno strumento efficacissimo di propaganda. La
salita al potere fu continua e facilitata dalla debolezza dell'opposizione
democratica e governativa che non si oppose al NSDAP salvo alle azioni
insurrezionaliste. Il 30 gennaio 1933 Hitler fu nominato Cancelliere, ma
ancora gli occorreva la maggioranza assoluta per governare, quindi indisse le
elezioni per il 5 marzo 1933, poco prima, il 27 febbraio fu data alle fiamme la
sede del Reichstag di cui la propaganda nazista accusò i comunisti (mentre si
pensa che furono gli stessi nazisti). Il Parlamento fu rieletto in un clima
di paura e di intimidazione, di fatto Hitler fece firmare al Presidente
Hinderburg un decreto che sopprimeva tutte le libertà costituzionali,
l'eliminazione dei partiti e dei sindacati. Si costituì la Geheime Staatpolizei meglio
nota come Gestapo la Polizia di
Stato e tribunali speciali contro gli oppositori. Poi con l'aiuto del Partito
Conservatore raggiunse il potere assoluto: Hitler aveva vinto con il terrore
provocato dalle s.a. (squadre d'assalto) comandate da Ernest Ròhm.Una volta raggiunto il suo scopo Hitler fece uccidere
nella notte del 30 giugno 1934 (la notte dei lunghi coltelli) Ròhm e i suoi
luogotenenti dall'esercito. |

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Nel giro di pochi
mesi Hitler allestì l'apparato istituzionale del "nuovo ordine" nazista che
significò la subordinazione di tutta la vita pubblica al controllo del partito,
la distruzione dell'ordinamento democratico-parlamentere e la liquidazione
violenta di ogni forma e opposizione collettiva ed individuale.
- Nazismo
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Il regime
nazista, infatti: - soppresse gli Istituti di Autonomia Locale; -
estromise dall'amministrazione pubblica i funzionari non conformisti e gli
elementi ritenuti razzialmente impuri; - ridusse la Magistratura a strumento
esecutivo della volontà del Fuhrer (con tale appellativo che significa "capo",
"guida" - si indicava Hitler, così come in Italia, Mussolini era chiamato
"Duce"); - mise fuori legge le organizzazioni politiche e sindacali non
naziste, infierendo soprattutto contro comunisti ed ebrei. Costoro, se non
riuscirono a sottrarsi riparando all'estero ebbero come unica alternativa la
morte violenta o il campo di concentramento.
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| Strumenti della repressione
nazista furono la Gestapo organizzata da Hermman Gorig e le "SS" shutzstaffeln,
squadre di
protezione; le "SS" erano comandate da Himmler (foto a destra insieme
ad alti ufficiali delle SS), uomo sadico e violento che reclutava
i suoi uomini tra coloro che i dimostrvano particolarmente crudeli. Le SS
divennero da polizia di partito a gestori dell'apparato
terroristico nazista, assumendo tra l'altro il controllo
diretto dei campi di concentramento affidati ai reparti
speciali detti "Teste di morto". Nel 1933
Hitler salito al potere emanò le leggi che permettevano ai comandi militari
delle "SS" di punire anche gli innocenti sulla base di un semplice sospetto o
puntiglio (Vedi Pena di morte).
 
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A settembre furono emanate le "leggi di ristrutturazione
dell'amministrazione statale" che prevedevano che gli ebrei non potessero avere
incarichi di governo, esercitare avvocatura, partecipare a imprese culturali o
lavorare per la stampa. Le SS testa di morto si elevarono a casta privilegiata
legata ad Hitler e Himmler da un giuramento che ne evidenziava i
caratteri di setta. Le SS furono considerate da Himmler come fonte
della purezza ariana, in seguito, durante la guerra, il loro scopo
fu quello della "germanizzazione" dei territori occupati.
Sul pugnale delle SS è inciso il motto: "Il mio onore
si chiama fedeltà".

Altri provvedimenti restrittivi furono presi nei
confronti degli insegnanti che furono licenziati, come pure gli impiegati;
furono boicottati i negozi e le fabbriche; nei bar e locali pubblici tedeschi
furono messe scritte che vietavano l'ingresso agli ebrei. Il 5 gennaio 1938 fu
emanata la legge sul cambiamento dei nomi e cognomi per evitare che gli ebrei
cambiassero nome e potessero sfuggire alle persecuzioni, alle donne ebree fu
imposto di aggiungere come secondo nome "Sara".
Fu stabilito che ogni tedesco che fosse
a conoscenza di imprese ebree e non lo denunciasse veniva accusato di reato. Fu
poi fatto obbligo agli ebrei di portare un cartellino di identificazione, fu
imposto il divieto di prestare servizio nell'esercito, sposarsi con ariani ed
essere iscritto al partito nazista. Si arrivò ad offrire da parte della gestapo,
liquore e sigarette come compenso a coloro che davano informazioni o
consegnavano ebrei. Uno degli obiettivi di Hitler era che la razza ariana dovesse
rimanere "pura" e quindi emanò leggi che prevedevano dapprima la sterilizzazione
e poi l'eutanasia delle persone handicappate o con malattie ereditarie e poi
furono estese agli ebrei, zingari ed omosessuali. L'inizio delle persecuzioni si
ebbe il 7 settembre 1938 noto come "La notte dei cristalli" in cui
vennero incendiate 191 singoghe, saccheggiate e distrutte 7.500 aziende di
ebrei, uccisi un centinaio di ebrei e trentamila catturati e mandati nei campi
di concentramento. |
 giovani ebrei "emarginati" dai compagni di scuola
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Quando nel giugno 1941 la Germania
attaccò l'URSS, contro gli ebrei russi furono impiegate quattro Einsatzgruppen
(Squadre d'urto) speciali, che si macchiarono di orribili atrocità, culminate
con l'eccidio del burrone di Babi Yar (Kiev), dove il 29 - 30 settembre del 1941
furono mitragliati 33.771 ebrei. Nel 1942 la Germania nazista raggiunse il
culmine dell'espansione: nei territori occupati i tedeschi procedettero allo
smantellamento e trasferimento in Germania delle industrie e della forza lavoro
coatta. Su insistenze di Adolf Hitler, Heydrich presiedette nel gennaio 1942
la conferenza di Wansee sulla definitiva soluzione della questione ebraica.
Negli anni successivi gli ebrei reclusi nei campi di concentramento furono
sterminati con vari sistemi. Nel corso della guerra, dal Nord Africa alla
Bielorusia, non meno di 60.000 ebrei combatterono da partigiani contro i
nazisti. Epiche furono le sollevazioni dei ghetti a Cracovia, Bialystok, Vilna,
Kaunas, Minsk, Slutsk e Varsavia. A fine guerra erano stati uccisi due terzi
degli ebrei europei, più di quanto avvenne mai in passato. |