Il Dopoguerra
Al termine della Seconda
Guerra Mondiale, le prove delle atrocità commesse dal Terzo Reich spinsero le
potenze vincitrici ad istituire ben due tribunali militari speciali che
giudicassero i nazisti e i loro alleati: il Tribunale internazionale Militare di
Norimberga e il Tribunale internazionale Militare di Tokio.
I capi nazisti sopravvissuti furono in gran parte processati mentre gli Alleati organizzarono il cosiddetto "processo di denazificazione" della
Germania. La nuova costituzione democratica sanciva la proibizione di ricostituire il Partito nazionalsocialista; tuttavia nel dopoguerra, soprattutto a partire dagli anni Sessanta, il nazismo è tornato alla ribalta. In Germania, in altri paesi europei e negli stessi Stati Uniti sono nate piccole formazioni neonaziste che ancor oggi predicano l'odio razziale e l'antisemitismo, commettono violenze ai danni degli immigrati e organizzano azioni di terrorismo. Lo stesso attentato del 19 aprile 1995 a Oklahoma City sarebbe stato organizzato da gruppi paramilitari americani di ispirazione nazista.
La Germania:
La sconfitta tedesca non finì certo con l'annientamento della Germania nazista sul piano militare ma durò ancora per molto tempo dopo la fine delle ostilità belliche.
I piani di aiuto alle popolazioni dell'Europa che dopo anni di guerra ormai soffrivano la fame e la miseria tennero conto della condotta bellica dei nazisti, fu un verdetto di
colpevolezza emesso contro la popolazione civile tedesca, una rivalsa che comportò per la Germania l'invio degli aiuti internazionali solo dopo parecchio tempo dalla
fine delle ostilità e in misura ridotta.
Il piano iniziale sul trattamento economico da applicare ai tedeschi del segretario di stato Henry Morgenthau (americano) concepì di fatto lo smantellamento industriale
della Germania: esso previde la riduzione e il taglio dell'industria petrolifera, dell'acciaio (ex militare ma che sarebbe dovuta riconvertirsi in produzione di mezzi
agricoli), e dei fertilizzanti, il controllo delle esportazioni e della produzione agricola. La situazione economica in Germania anche in virtù di tali imposizioni dopo la
guerra non potè certo migliorare, la produzione agricola nei tre anni successivi la guerra scese del 65% mentre la produzione
industriale del 75%.
Nel frattempo la Germania non poteva certo essere in grado di ripagare i pesanti debiti di guerra imposti. Il nuovo piano Marshall subentrò solo nel 1951
al piano Morgenthau, era infatti necessario ristabilire le migliori condizioni economiche di una Germania sconfitta e orfana di migliaia di prigionieri di guerra tedeschi
che non fecero mai più ritorno in patria.
In
Italia
L’Italia, cessata
la guerra poté misurare l’abisso in cui era precipitata. Le città furono stremate dai bombardamenti: parte del patrimonio nazionale perduto, l’industria gravemente danneggiata, le linee ferroviarie, i ponti, marina, produzione,
tutto in gravi condizioni. Nonostante le rovine disseminate, ovunque si respirava, in quei primi mesi dopo la liberazione un’atmosfera di fiducia che la nazione sarebbe risorta.
Politicamente avvenne il passaggio dalla Monarchia alla Democrazia, le masse popolari, persuase di essere entrate, in virtù della Resistenza, nella vita dello Stato, non più oggetto ma soggetto di storia, muovevano dietro i grandi partiti, il socialista, il comunista, il democristiano e dietro la Confederazione generale del lavoro unitaria (CGIL).; E’ ufficiale: gli italiani hanno mandato in pensione i Savoia.
Alcide De Gasperi, Presidente del Consiglio, sale al Quirinale per comunicare al
re Umberto il verdetto delle urne: “ Maestà non le nascondo che il primo ad essere dolorosamente sorpreso sono io”.

Il prevalente indirizzo moderato dei governi De Gasperi, non impedì all’Assemblea Costituente, erede della Resistenza e interprete delle attese più vive del popolo italiano, di condurre i suoi lavori in uno spirito di collaborazione e rinnovamento democratico che sboccò nella stesura della Carta Costituzionale; la quale ripristinò le libertà politiche soppresse dal fascismo (libertà di stampa, di parola, d’associazione, di pensiero, di confessione religiosa), e riconobbe i diritti delle classi lavoratrici: diritto al lavoro, diritto all’assistenza e all’istruzione, diritto d’associazione sindacale, diritto di sciopero, prospettando chiaramente l’esigenza di ridurre, se non di eliminare, le disparità sociali ed economiche tra i cittadini. Tuttavia questi sentimenti furono
prevalenti nelle regioni centro-settentrionali, dove l’occupazione nazista e l'egemonia fascista erano state più lunghe e oppressive, altro fu il clima politico-sociale del Mezzogiorno, che conobbe solo marginalmente la Resistenza
e l'occupazione tedesca.
Lo sviluppo economico degli anni Cinquanta e Sessanta favorì la ricostruzione del paese, la quale peraltro procedette fino al 1953 non senza difficoltà. La ripresa economica si fece spedita solo a partire dal 1954, fino a realizzarsi appieno con l’ingresso dell’Italia nel mercato comune (1957). L’Italia si trasformò nel giro di pochi anni da paese agricolo in paese prevalentemente urbano e industriale,
lo sviluppo non fu equilibrato né omogeneo, perciò si aggravò il divario tra il nord e il sud, tra industria e agricoltura.
FONTI:nd
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