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Descrizione di massima
Dopo lo scoppio della Seconda Guera Mondiale (1
settembre 1939) i campi di concentramento nazisti furono ampliati e moltiplicati per raccogliere uomini,
donne e bambini evacuati dai paesi d'origine: toccò prima ai polacchi, poi ai
prigionieri di guerra russi e poi agli appartenenti ai movimenti di resistenza
di tutti i paesi dell'Europa occupata, ma furono gli ebrei le vittime più
numerose.
I campi divennero immense riserve di manod'opera servile, senza
alcun diritto e continuamente rinnovabile che fu impiegata in attività di ogni
genere.
I campi venivano spesso
costruiti dagli stessi deportati, in zone paludose o dal clima malsano e si
presentavano generalmente come un'insieme di baracche, lunghe una cinquantina di
metri e larghe da 7 a 10 mt., quasi sempre di legno. I campi erano circondati da
filo spinato percorso da corrente elettrica ad alta tensione e avevano torrette
di sorveglianza disposte a intervalli regolari, le ronde di controllo venivano
effettuate con i cani addestrati ad azzannare ed assalire chi tentasse
l'evasione. Un grande spiazzo faceva da centro nevralgico del campo
(appellplatz); in esso si tenevano gli appelli mattutini, avvenivano le
pubbliche esecuzioni e si raccoglievano gli internati destinati ai kommandos.
All'esterno. in un raggio di parecchi kilometri sorgevano le case occupate dalle
"SS" e dalle loro famiglie. I campi di fatto formavano mondi chiusi,
nascosti agli sguardi delle
popolazioni circostanti che spesso venivano precedentemente evacuate.
I
convogli dei deportati
Il trasporto delle vittime nei campi di sterminio avveniva generalmente in
treno, la polizia pagava alle ferrovie di stato un biglietto di sola andata di
terza classe per ciascun deportato: se il carico superava le mille persone,
veniva applicata una tariffa collettiva pari alla metà di quella normale. I
treni, composti da vagoni merci sprovvisti di tutto, persino di presa d'aria,
viaggiavano lentamente verso la destinazione e molti deportati stivati
all'inverosimile morivano lungo il tragitto. Giunti ai campi i bambini, i vecchi
e tutti gli inabili al lavoro venivano condotti direttamente nelle camere a gas;
gli altri venivano sfruttati per un certo periodo ai vari lavori coattivi per
essere poi eliminati. Treni e treni di uomini, donne e bambini, stipati in carri
bestiame venivano scaricati sulle rampe dei Lager ed avviati alle finte docce
dalle cui tubature, invece dell'acqua, usciva il gas letale Zyklon B, un conglomerato di cristalli di silicio saturati con acido cianidrico.
Solo pochi erano destinati a sopravvivere (temporaneamente), erano i più forti,
quelli necessari ai lavori forzati, quelli che erano utili alla fabbriche o alla
gestione del campo: la manodopera a costo zero.
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Gli internati nei campi
Gli
internati nei campi di concentramento avevano generalmente una divisa a strisce
su cui veniva cucito un numero, mentre ad Auschwitz veniva tatuato sul braccio,
ed un triangolo colorato che ne distingueva la categoria: Rosso per i politici,
Rosa per gli omosessuali, Verde per i criminali comuni, Nero per gli asociali,
Violetto per gli obbiettori di coscienza, Marrone per gli zingari, gli ebrei
avevano sotto il primo triangolo un secondo di colore Giallo che formava la
stella di David; le persone poco intelligenti avevano un bracciale con la
scritta <<IDIOTA>>, l'intolleranza razzista si esercitò anche verso
i deboli: i malati di mente, gli incurabili, i disabili. Per queste persone
venne varato il "Progetto T4", meglio noto come "Progetto Eutanasia", sostenuto
dalla insostenibilità economica di tali vite "non più degne di essere vissute"
che condusse alla morte circa 70.000 cittadini tedeschi definiti
"inguaribili".
La visione della razza ariana, del superuomo non consentiva
inoltre ai nazisti di contemplare l'omosessualità, tale "malattia fu inquadrata
come assolutamente immorale e sanzionata dalla legge che con l'art.175 del cod.
penale recitava: "Un atto sessuale innaturale commesso tra persone di sesso
maschile o da esseri umani con animali è punibile con la prigione. Può essere
imposta la pena accessoria della perdita dei diritti civili". Tale visione sotto
l'aspetto medico fu considerata come un disturbo patologico della personalità,
tanto bastò per la politica nazista a dichiarare incompatibili con la morale
tedesca gli omosessuali; ciò diede anche il via a una serie di esperimenti
medici sulla sessualità e sull'uso di ormoni maschili impiantati in dosi
massicce sugli omosessuali. Medici come Knud Sand e in particolare Karl Vaernet
sperimentarono su cavie umane selezionate tra omosessuali le loro teorie
mediche. Tra queste anche l'impianto di un tubo metallico che rilasciava
gradatamente testosterone salvo la morte prematura dei pazienti, la castrazione,
la lobotomizzazione e altri esperimenti simili furono sperimentati senza limiti
di sorta. La selezione dei diversi, dei malati, dei politici avversari del
regime, dei comunisti, degli omosessuali, degli zingari, degli obiettori di
coscienza, dei criminali e soprattutto degli ebrei fu incessante, continua,
organizzata con lo scopo di "eliminare" gli inferiori, di allontanarli dagli
ariani e isolare nei campi gli impuri almeno fino alla loro "totale
estinzione".
La vita nei campi di concentramento era durissima: gli internati
venivano svegliati all'alba e consegnato loro un tozzo di pane e una scodella di
zuppa leggera e poi incolonnati si recavano per l'appello e dopo raggiungevano
il posto di lavoro. Lavoravano fino al tramonto con intervallo di mezz'ora per
il misero pasto e alla fine della giornata "lavorativa" tornavano al campo,
ricevevano la zuppa serale, dopo veniva fatto l'appello e quindi si ritiravano a
dormire nelle cuccette di legno dove spesso erano in due.
Bastava una
sciocchezza che divenisse pretesto per punizioni da parte delle "SS" che
consistevano nella preparazione del cibo, bastonate, frustate, lasciati nudi al
freddo. Gli internati morivano per fame, freddo, malattie, per la mancanza di igiene,
ma la maggior parte veniva uccisa volutamente, con esecuzioni, con il gas o
mediante iniezioni di fenolo, che dapprima
veniva iniettato in vena poi per ottenere un effetto immediato fu iniettato
direttamente nel cuore. Molti ebrei venivano uccisi nelle camere a gas e poi
bruciati nei forni crematori, inoltre nei blocchi di isolamento avevano luogo
esperimenti pseudo scientifici: inoculazione della malaria, del tifo e altri
virus per studiarne gli effetti, i tempi di reazione dell'organismo umano e le
evoluzioni della malattia; venivano effettuate sterilizzazioni, bruciature al
fosforo, vivisezione, prove di resistenza al gas e agli sbalzi di temperatura:
questi sono alcuni esempi della barbarie umana più crudele che veniva effettuata
nei "campi della morte lenta", "l'inferno organizzato" come furono
definiti tali
campi di concentramento e sterminio.
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