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Durante la seconda guerra mondiale
"Olocausto" non fu solo "la soluzione finale" perpetrata
dai nazisti, ma sul finire del conflitto in Europa che vedeva ormai sconfitta
la Germania di Hitler stava per concretizzarsi una nuova tragedia: l'Olocausto
Nucleare.
L'attacco giapponese a Pearl Harbor nel 1941 apri un nuovo
fronte sul pacifico e il sud est asiatico che si protrasse fino alla decisione
americana di utilizzare la bomba atomica le cui ricerche
in quegli anni avevano portato a sperimentare in segreto gli effetti devastanti
di una simile arma. La messa a punto della bomba atomica coinvolse i più
grandi scienziati dell'epoca, molti di loro profughi dall'europa nazista poichè
di origini ebraiche o antifasciti e antinazisti; il coinvolgimento non fu solo
tecnico ma anche morale, considerato l'elevato potere distruttivo: nulla di
simile era mai stato sperimentato prima ma era chiaro che si attuava un olocausto,
l'olocausto nucleare che avrebbe lasciato il suo marchio indelebile per gli
anni a venire.
Il 24 luglio 1945 il presidente americano Truman informò Stalin che gli USA possedevano la bomba atomica. Il 26
luglio 1945 undici giorni prima dell'utilizzo delle bombe gli USA, Gran Bretagna, URSS e Cina
approvarono la dichiarazione di Potsdam relativa alla resa senza condizioni del Giappone,
le forze
alleate riunite a Potsdam inviarono al Giappone
un’intimazione di resa: la capitolazione dovrà essere totale, viene solo
concessa la possibilità di scegliere la futura forma di governo e di rientrare
in futuro nel circuito dell’economia mondiale. Prendere o lasciare, "the
alternative for Japan is prompt and utter destruction...", l’alternativa per il
Giappone è la distruzione immediata e totale.
Gli esperimenti dei tecnici statunitensi
servirono a preparare il lancio nei minimi particolari: l’esplosione dell’ordigno si doveva
innescare a poche centinaia di metri di altezza affinchè il potere distruttivo fosse
il massimo: una esplosione a terra avrebbe scavato un gigantesco cratere, mentre uno scoppio a una
quota troppo alta avrebbe creato una dispersione radioattiva.
Il 6 agosto alle 8,15 primi e 17 secondi, Little Boy, come veniva chiamata la bomba, scivolò nell'aria. L'esplosione si sarebbe dovuta verificare 43 secondi dopo e così fu: trascorsi i 43 secondi un lampo accecante abbagliò 300mila persone e cancellò della città ogni ombra. Alla luce seguì l'esplosione: solo a 40 o 50 Km di distanza da Hiroshima fu possibile udirne il boato, per quelli più vicini si trasformò in silenzio. Il calore (dai 300 ai 900mila gradi) liquefece i tetti delle case, annientò le persone fissando le loro ombre sull'asfalto. A 4 Km di distanza da Hiroshima la gente sentì quel calore sul viso e ne ebbe la pelle ustionata.La raffica dell'esplosione si sprigionò dalla palla di fuoco alla velocità di 1300 Km/h, e, in un raggio di molti Kmq, le case ancora in piedi vennero sradicate dalle fondamenta. Quest'onda d'urto premette con la forza inconcepibile di 7000 tonnellate di per cmq. |
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Poi enormi gocce d'acqua color
pece, prodotta dalla vaporizzazione dell' umidità, riportarono a terra la
polvere radioattiva dispersa nell'atmosfera. Un vento infuocato rifluì verso il
centro dell'esplosione a mano a mano che l'aria, al di sopra della città,
diventava più rovente. Sollevò le onde del fiume Onta sommergendo coloro che vi
avevano cercato refrigerio e salvezza.
Il
puntatore TOM FEREBEE premuto il pulsante per lo sgancio, contò i 35 secondi
necessari alla bomba per raggiungere il suolo, poi da 18 chilometri nel
frattempo percorsi, si accinse a guardare fuori l'effetto e rimase
impietrito.
"Mi parve che il sole fosse calato d'improvviso sulla terra, per
poi risalire. Dio mio che cosa abbiamo fatto!".
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Nel
cielo a 11 miglia di distanza, due onde d' urto colpirono successivamente la
superfortezza volante che aveva sganciato la bomba, scuotendola con violenza.
C'erano 41 templi nella città di Hiroshima: il fuoco li distrusse tutti.
L'uso di tale arma dagli effetti mostruosi, in grado di distruggere intere
città in pochi attimi suscitò non poche perplessità sull'opinione
pubblica. L'europa devastata dalla guerra aveva subito la distruzione degli
eserciti, fatti di uomini e armi convenzionali, ma adesso il mondo doveva fare
i conti con un arma che richiamava le coscienze all'apocalisse, alla fine del
mondo. Inoltre cosa sarebbe successo se una simile arma l'avessero avuta prima
i nazisti? e quali sarebbero state le nuove strategie militari di chi possiede
un tale potere? non dimentichiamo infatti che le due bombe furono sganciate
su delle città facendo migliaia di vittime civili e non su obiettivi
militari.
Tali interrogativi portano a chiedere se l'utilizzo delle due bombe e l'olocausto di
300.000 persone furono militarmente necessari. Gli U.S.A. avevano infatti già
ricevuto una richiesta di pace da parte del Giappone e i rapporti dell'aviazione
affermavano che lo stato nipponico si sarebbe arreso certamente entro la fine
dell'anno anche senza che si dimostrassero necessari lo sgancio dei due ordigni
o le invasioni sul territorio giapponese.
Questi rapporti smentiscono
completamente il messaggio di Truman. Chi era quindi il vero destinatario della
bomba? Le previsioni degli attacchi di terra già programmati ai danni del
Giappone davano perdite non superiori a 40.000 uomini, ma il presidente americano
continuò
a gonfiare le cifre. Molti scrittori, nei loro saggi sull'energia atomica,
avevano affermato l'inutilità militare del provvedimento definitivo.
Nel '45 il
timore di vedere la Germania vittoriosa non esisteva più e il Giappone era sul
punto di arrendersi e gli U.S.A. avevano utilizzato le uniche due bombe di cui
erano a disposizione con una fretta ingiustificabile. I più autorevoli
scienziati statunitensi avevano inoltre ammonito il presidente di non utilizzare
la bomba contro civili.
Perché il presidente aveva agito comunque? Alcuni
scrittori danno come motivo il fatto che Stalin si era impegnato ad attaccare il
Giappone per l'8 agosto. Era chiaro che se la Russia fosse riuscita a scontrarsi
vittoriosamente con il Giappone finche gli Stati Uniti erano fermi a Okinawa, ne
avrebbe ricavato un grande prestigio internazionale, a danno degli Usa. Così,
sganciate le due bombe, l'attacco russo riuscì, ma passò inosservato, a causa
del clamore provocato dall'utilizzo della bomba nucleare. Cousins e Finletter
danno un'interpretazione "americana" dell'accaduto dicendo: "Agendo così,
abbiamo evitato una lotta per il controllo effettivo del Giappone... Se noi non
fossimo usciti dalla guerra in netto vantaggio sulla Russia, non avremmo avuto
nessuna possibilità di opporci alla sua espansione". Si arriva così a dire che
il lancio delle bombe può già essere considerato il primo atto della guerra
fredda. L'idea di utilizzare la bomba atomica come arma contro l'U.R.R.S. era
nata già prima della fine della guerra, poiché gli U.S.A. avevano già intuito
ciò che sarebbe successo...
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Il resoconto dei giornalisti giunti sul luogo del disastro prima
dell'arrivo degli americani scrivono che tutti i feriti erano destinati a
morire, che le radiazioni facevano morire più di 100 persone ogni giorno. Il
giornalista W. Burchett, nel suo rapporto ai sovietici, scrive: "Gente non
toccata dal cataclisma sta morendo ancora, misteriosamente, orribilmente...
Hiroshima fa pensare ad una città sulla quale sia passato un enorme rullo
compressore che l'abbia stritolata, annientata per sempre... Negli ospedali ho
scoperto persone che, pur non avendo ricevuto alcuna ferita al momento
dell'esplosione, stavano tuttavia morendo per i suoi misteriosi effetti". La
stampa americana replicò più volte sottolineando che non c'era radioattività ad
Hiroshima e dicendo che la propaganda del Giappone era volta soltanto a
danneggiare gli Stati Uniti davanti all'opinione pubblica. |
Quando però le
informazioni sugli effetti della bomba giunsero negli States, i militari si
organizzarono subito per bloccare questa fuga di notizie. Chiusero l'accesso ai
luoghi delle due stragi, sequestrarono tutto il materiale informativo, fecero
chiudere alcuni laboratori e ospedali che si occupavano di studiare gli effetti
della strage. Un reparto medico dell'esercito giunse ad Hiroshima per studiare
questi effetti; ad anni di distanza, si continuò a curare persone affette dalle
conseguenze del bombardamento. Questa politica di oblio funzionò perfettamente e
la questione passò in secondo piano. Nonostante il generale Eisenhower avesse
annunciato che la bomba nucleare non sarebbe più stata usata come mezzo
d'attacco, la politica militare degli Stati Uniti stava cambiando: secondo i
rapporti di alcune riunioni segrete "gli Stati Uniti hanno potuto fino ad ora
attenersi ad una tradizione di non colpire mai fino a che non fossero attaccati.
Per il futuro, la nostra forza militare dovrà essere capace di sopraffare il
nemico e di annientare la sua volontà e capacità di fare guerra prima che possa
infliggerci un danno significativo".
Dal 1949 anche l'Unione Sovietica
entrò in possesso del segreto della bomba atomica, da allora si è
innescata una rincorsa al potenziamento delle armi atomiche;
La guerra fredda
tra USA e URSS portò per diversi decenni a una situazione di paura reciproga
sulla possibilità che un conflitto tra le due superpotenze potesse innescare
la "reazione a catena" con l'uso di tutte le armi nucleari disponibili
e la conseguente scomparsa del genere umano. La trasformazione dell'Unione Sovietica
e la caduta del muro di Berlino cambiarono gli assetti militari e le strategie
annesse ma il pericolo di un olocausto nucleare è sempre più alto,
oggi infatti il segreto atomico non è più esclusiva delle due
superpotenze, nazioni come Francia, Cina, India possegono ordigni nucleari,
Iran, Corea del Nord e altre nazioni ambiscono ad avere un arsenale atomico,
altre nazioni ancora sono sospettate di possedere già segretamente ordigni
nucleari di vario genere.
Il proliferare di una tale corsa all'arma nucleare
pone interrogativi sempre più inquietanti sulla possibilità di
utilizzo di tali armi. Gli stessi Stati Uniti hanno messo a punto una strategia
di utilizzo di armi atomiche definite mini-nuke ovvero di basso potenziale in
grado di limitare l'esplosione in aree circoscritte. Sicuramente una possibilità
in più per l'utilizzo di una bomba nucleare che poichè non crea
effetti così devastanti come quelle "potenti" quasi rischia
di passare inosservata.
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